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Assegno divorzile 2025: la Cassazione chiarisce i criteri per il diritto dell’ex coniuge

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(Ordinanza Cass. Civ., Sez. I, n. 9887 del 15 aprile 2025)

Con l’ordinanza n. 9887/2025, la Corte di Cassazione riafferma un principio fondamentale nella materia dell’assegno divorzile: non si tratta di un mero aiuto economico, ma di una misura con funzione compensativa, assistenziale e perequativa, radicata nella storia coniugale ed economica della coppia.

Questo orientamento, coerente con l’evoluzione della giurisprudenza italiana sul divorzio, rappresenta una svolta nella tutela del coniuge economicamente più debole e impone un’analisi profonda delle scelte familiari condivise.

I nuovi criteri della Cassazione per l’assegno divorzile

Ai sensi dell’art. 5, comma 6, della Legge n. 898/1970, l’assegno divorzile 2025 deve essere attribuito sulla base di una valutazione comparativa delle condizioni economico-patrimoniali degli ex coniugi. I giudici dovranno tener conto di:

Durata del matrimonio

Età del richiedente

Contributo fornito alla vita familiare

Concorso nella formazione del patrimonio comune e personale

In particolare, l’ordinanza della Cassazione 9887/2025 sottolinea l’importanza del nesso causale tra lo squilibrio economico attuale e le scelte di vita fatte durante il matrimonio, come la rinuncia a una carriera per dedicarsi alla famiglia.

Divorzio e patrimonio: la funzione compensativa

Non si parla più solo di mantenimento. L’assegno divorzile oggi ha una funzione riequilibrativa e compensativa: serve a riconoscere il valore delle attività non redditizie, ma fondamentali, svolte dal coniuge durante la convivenza.

La Corte richiama una visione moderna: chi ha sacrificato opportunità lavorative per la famiglia ha diritto a un riconoscimento economico proporzionale. In questo senso, l’assegno all’ex coniuge si configura come una forma di giustizia sostanziale.

Assegno divorzile: quando spetta?

L’assegno spetta solo quando sussiste un effettivo squilibrio economico causato dalla vita matrimoniale. Non basta la semplice differenza reddituale: è necessario provare che essa sia una conseguenza diretta delle scelte comuni di coppia.

Pertanto, il giudice dovrà guardare sia al passato (la storia coniugale), sia al futuro (le prospettive del richiedente), con una valutazione globale e personalizzata, in linea con i principi del diritto di famiglia in Italia aggiornato al 2025.

Consigli pratici: come tutelarsi nel divorzio

Chi si trova ad affrontare un divorzio dovrebbe documentare il proprio ruolo familiare, la rinuncia a redditi e la gestione domestica. È essenziale rivolgersi a un avvocato divorzista a Milano o in altra città con competenza in diritto di famiglia e patrimonio.

Anche l’uso di strumenti come la pratica collaborativa può facilitare una soluzione equa e sostenibile, evitando un contenzioso lungo e costoso.

Conclusioni

La sentenza della Cassazione n. 9887/2025 segna un punto fermo: l’assegno divorzile va valutato alla luce dell’intero percorso coniugale, con attenzione al contributo di ciascun coniuge e alla reale situazione economica.

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