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Coronavirus e genitorialità. Raggiungere i figli, genitori separati.

Avvocato matrimonialista, divorzista. Milano.

 

Coronavirus e genitorialità. Spostamenti per raggiungere i figli, genitori separati.

 

In questi giorni difficili a causa dell’emergenza del Coronavirus molti sono i clienti separati e divorziati che ci chiamano per capire come fare a vedere i figli, come fare a riportarli dall’altro genitore e se sia possibile derogare ai provvedimenti del Tribunale.

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 marzo 2020 ha infatti esteso all’intero territorio italiano quanto già previsto per la C.D. zona rossa istituita in alcune province dal provvedimento dell’8 marzo 2020.

Tale provvedimento impone di «evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori di cui al presente articolo, nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza».

La domanda più frequente che ci viene posta dai genitori separati è se i trasferimenti per prendere e riportare i figli possono essere considerati una necessità e quindi leciti.

Una risposta ufficiale ci viene dal sito del Governo dove dal 10 u.s. si legge che «gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti, in ogni caso secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio». E’ quindi chiaro che gli spostamenti dei genitori separati / divorziati per portare e prendere i figli sono consentiti

Parimente chiaro è il concetto che i decreti citati non hanno in alcun modo sospeso e/o limitato i provvedimenti riguardo ai tempi di permanenza dei figli presso i genitori.

A questa sicurezza occorre però aggiungere il buon senso. In questo momento così difficile dove giornalmente attendiamo gli sviluppi, occorre che tutti siano più ragionevoli e concilianti nell’interesse dei figli ed  evitare di mettere in pericolo i minori e i soggetti più  esposti al rischio di contrarre il Coronavirus.

È infatti già successo che un padre ha acconsentito a sospendere il diritto di visita al figlio collocato presso la madre immunodepressa, concordando un programma di videoconferenze in luogo degli incontri con il minore.

In un altro caso il bambino che si trovava già con la madre al mare in vacanza, in una zona non inizialmente colpita dall’epidemia, è ivi rimasto, con il consenso del padre,   a tempo indeterminato e ciò nell’interesse del bambino  che, anche con le disposizioni più restrittive, pur costretto a non uscire da casa, può  giovarsi del grande giardino della casa al mare.

Purtroppo in questi momenti di grande difficoltà si sono registrati casi in cui i genitori, forse presi dal panico, hanno ritenuto di decidere in proprio e ritenendosi legittimati dall’emergenza hanno violato gravemente i diritti dei figli e dell’altro genitore.

In questi casi si evidenzia come si possa comunque avere tutela dal Tribunale che è comunque sempre aperto per i casi urgenti e le emergenze.

Lo Studio Legale Cecatiello consiglia i propri assistiti per la migliore soluzione nei casi inerenti il diritto di famiglia.

 

 

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