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Uffici di Servizio Sociale per i minorenni (USSM)

Uffici di Servizio Sociale per i minorenni (USSM).

Organo di fondamentale importanza nel rito minorile gli Uffici di Servizio Sociale per i minorenni (USSM) intervengono in ogni stato e grado del procedimento penale, dal momento in cui, a seguito di denuncia, il minore entra nel circuito della giustizia fino alla conclusione del suo percorso.

L’intervento viene avviato dall’Autorità Giudiziaria, e prevede la raccolta degli elementi conoscitivi per l’accertamento della personalità del minore e dell’assetto socio/familiare di origine nonché per l’elaborazione – formulazione del progetto educativo (in taluni casi rieducativo), in attuazione dei provvedimenti disposti dal giudice.

I Servizi minorili residenziali si dividono in:

  • Centri di prima accoglienza (CPA):

che accolgono temporaneamente i minorenni fermati, accompagnati o arrestati in flagranza di reato dalle forze dell’ordine su disposizione del Procuratore della Repubblica per i minorenni.

Il minore permane nel Centro di prima accoglienza fino all’udienza di convalida, per un tempo massimo di novantasei ore; nel corso dell’udienza di convalida il Giudice per le Indagini Preliminari valuta se esistono elementi sufficienti per convalidare l’arresto o il fermo e decide sull’eventuale applicazione di una delle quattro possibili misure cautelari previste per i minorenni (prescrizioni, permanenza in casa, collocamento in comunità, custodia cautelare).

Fondamentale in tale fase la presenza dell’Avvocato minorile; qualora il minore o gli esercenti non avessero provveduto a formalizzare nomina fiduciaria, ne viene nominato uno di ufficio, da apposito Albo.

  • Comunità, ministeriali e del privato sociale:

Sicuramente connotati da una maggiore apertura all’ambiente esterno (rispetto ai centri di prima accoglienza e gli istituti penali per i minorenni), vi sono collocati i minori sottoposti alla misura cautelare ex art. 22 del D.P.R.448/88.

L’ingresso in comunità può essere disposto anche nell’ambito di un provvedimento di messa alla prova o di concessione di una misura alternativa alla detenzione o di applicazione delle misure di sicurezza; alcune Comunità sono annesse ai Centri di prima accoglienza;

  • Istituti penali per i minorenni (IPM):

Extrema ratio.

In tali istituti vengono eseguite le misure della custodia cautelare e della pena detentiva.

Essi sono concepiti strutturalmente in modo da fornire risposte adeguate alla personalità del minore ed alle esigenze connesse all’esecuzione dei provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria.

L’attività trattamentale è svolta da un’équipe multidisciplinare, in cui è presente un operatore socio-educativo di riferimento stabile appartenente all’Amministrazione.

Sta di fatto che tali luoghi restano sicuramente connotati da maggior rigore e controllo rispetto all’ambiente comunitario.

Tali attività formative, professionali, culturali ovvero ludiche sono effettuate in cooperazione con operatori di altri Enti e avvalendosi di associazioni del privato sociale e del volontariato; negli IPM è presente personale del Corpo di Polizia Penitenziaria adeguatamente formato al rapporto con l’adolescenza.

L’Amministrazione gestisce, inoltre i Centri diurni polifunzionali (CDP), Servizi minorili non residenziali per l’accoglienza diurna di minori e giovani adulti dell’area penale o in situazioni di disagio sociale e a rischio di devianza, anche se non sottoposti a procedimento penale, non censiti nella presente rilevazione.
I Centri diurni polifunzionali offrono attività educative, di studio, di formazione-lavoro, nonché ricreative e sportive.

Da un’analisi di facile lettura si può evincere che la maggior parte dei minori autori di reato è in carico agli USSM ed è sottoposta a misure da eseguire in area penale esterna; la detenzione, infatti, assume per i minori di età carattere di residualità, per lasciare spazio a percorsi sanzionatori alternativi (extrema ratio).
Negli ultimi anni si sta assistendo ad una sempre maggiore applicazione del collocamento in comunità, non solo quale misura cautelare, ma anche nell’ambito di altri provvedimenti giudiziari, per la sua capacità di contemperare le esigenze educative con quelle contenitive di controllo.

Circa l’utenza dei Servizi minorili si osserva che è prevalentemente maschile; le ragazze sono infatti in di numero nettamente minore e sono soprattutto di nazionalità straniera.

La presenza degli stranieri è maggiormente evidente nelle Comunità; i dati sulle provenienze evidenziano che negli ultimi anni alle nazionalità più ricorrenti nell’ambito della devianza, quali il Marocco, la Romania, l’Albania e i Paesi dell’ex Jugoslavia, tutt’ora prevalenti, si sono affiancate altre nazionalità, singolarmente poco rilevanti in termini numerici, ma che hanno contribuito a rendere multietnico e indubbiamente più complesso il quadro dell’utenza ovvero dell’intervento.

In merito all’età, se negli ultimi anni si era già osservata una maggiore presenza di minori alla soglia della maggiore età, con l’entrata in vigore del Decreto Legge 26 giugno 2014 n. 92, convertito con modificazioni in Legge 11 agosto 2014, n.117, il loro numero ha acquisito un’importanza ancora crescente, soprattutto in termini di presenza negli Istituti penali per i minorenni.

Si badi: la criminalità minorile, fenomeno socio/culturale sicuramento ampio e complesso è connotata dalla prevalenza dei reati contro il patrimonio e, in particolare, dei reati di furto e rapina. Frequenti sono anche le violazioni delle disposizioni in materia di sostanze stupefacenti, mentre tra i reati contro la persona prevalgono le lesioni personali volontarie.

Quanto fin qui detto serve ancora una volta a sottolineare quale sia principio comune a tutti gli Organi impegnati nella Giustizia Minorile: preservare il minore quale soggetto debole, in quanto in formazione, e predisporre, previa analisi delle sue inclinazioni personali, socio familiare, un programma di intervento ad hoc che miri ad un suo pieno reinserimento nella società.

Lo Studio Legale Cecatiello consiglia i propri assistiti per la migliore gestione dei procedimenti penali minorili.

 

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